Nelle ultime ore, la Cassazione ha sollevato dubbi sul protocollo Italia-Albania. Il ministro Foti ha assicurato: «Il governo andrà avanti nella lotta all’immigrazione illegale»
Sui migranti il governo non abbandona la linea decisa al momento dell’insediamento. Il nuovo decreto flussi, che prevede circa 500 mila ingressi regolari nel prossimo triennio per i lavoratori stagionali e non, è solo un altro tassello che offre una conferma: pur non sbilanciandosi sui dettagli del provvedimento, in un’intervista a “La Stampa”, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha osservato che con il decreto «il governo proseguirà nella sua ferma determinazione di consentire canali legali di ingresso soprattutto a beneficio di importanti settori della nostra economia». «È uno dei pilastri della nostra azione insieme al fermo contrasto agli ingressi gestiti da veri e propri trafficanti di essere umani», ha aggiunto il titolare del Viminale. Quello relativo ai flussi migratori e alle politiche governative di gestione dei flussi stessi è un tema tornato al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica, con la Cassazione che ha espresso dei dubbi sul protocollo Italia-Albania: in una relazione datata 18 giugno, ma della quale si conoscono i dettagli solo da poche ore, i giudici hanno «espresso numerosi dubbi di compatibilità con la Costituzione e con il Diritto internazionale, soffermandosi poi specificamente sul rapporto tra il Protocollo e il diritto dell’Unione». Immediata la reazione dell’esecutivo, affidata a una nota del ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti: «Mentre in Europa l’approccio del governo Meloni al contrasto dell’immigrazione irregolare viene adottato come modello di riferimento, in Italia alcuni organi giurisdizionali sembrano più impegnati a ostacolarne l’azione. A chi giovi un simile atteggiamento è fin troppo evidente: a chi rimpiange un’Italia che, invece di difendere i propri confini, li apriva ad un afflusso indiscriminato, così come attestato da quella politica fallimentare portata avanti per anni dalla sinistra». Il governo andrà avanti, ha assicurato il ministro: «Dovrebbe essere chiaro a tutti anche in Italia – per ragioni umanitarie ancor prima che di diritto – che il modo più efficace per proteggere chi rischia la vita in mare è impedire le partenze irregolari. Solo così si possono sottrarre le persone alla rete dei trafficanti di esseri umani, che lucrano sulla disperazione altrui. Avviso ai naviganti, ai fiancheggiatori e ai complici: il governo Meloni andrà avanti nella lotta all’immigrazione irregolare, forte anche del consenso che la sua posizione registra in Europa, oltre che tra gli italiani».