Accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso
Il Tribunale del Riesame di Firenze ha disposto la misura cautelare in carcere per Maria Concetta Riina e Antonino Ciavarello, rispettivamente figlia e genero del boss mafioso Salvatore Riina, defunto nel 2017. I due sono accusati di aver cercato di estorcere denaro con minacce a due imprenditori toscani. Secondo le indagini, le richieste erano insistenti e intimidatorie, tanto che uno degli imprenditori alla fine si è visto costretto a cedere una somma di denaro. Nonostante fosse in carcere, Ciavarello riusciva a inviare messaggi con un cellulare alla moglie e a una delle vittime. I giudici hanno ritenuto fondato il rischio che i due potessero ripetere i reati o ostacolare le indagini. Le accuse sono di estorsione e tentata estorsione aggravati dal metodo mafioso.