di Francesco Paolo Capone
Se i dati contenuti nel bollettino sul mercato del lavoro elaborato dal Cnel, in collaborazione con l’Istat, hanno confermato in modo chiaro che il mercato del lavoro italiano sta attraversando una fase di consolidamento positivo, è altrettanto vero che, per confermare gli ottimi risultati, è urgente agire attraverso più leve. Come organizzazione sindacale, siamo d’accordo con quanto affermato oggi dalla ministra del Lavoro e delle politiche sociali, Marina Calderone, in un video messaggio inviato all’evento “Demografia, un patto fra generazioni”, per il ciclo di incontri Adnkronos Q&A.
Secondo il ministro, la crisi demografica italiana, che vede, da una parte, nascere meno bambini, allungarsi l’età media, ma decrescere, dall’altra, la fascia di popolazione attiva, impone l’utilizzo di strumenti innovativi, investendo sul lavoro di qualità.
Come già osservato ieri dal presidente del Cnel, Renato Brunetta, la componente femminile del mercato del lavoro italiano è la leva da utilizzare per colmare il divario occupazionale con i Paesi del Nord Europa. Senza dimenticare – aggiungiamo noi dell’UGL – quella giovanile. Così anche Calderone propone delle “aree” di intervento che ci trovano molto d’accordo. La prima, continuare a “inseguire” gli inattivi, già in costante calo proprio tra i giovani e le donne, grazie ai bonus giovani, donne e Sud contenuti nel decreto Coesione. L’importanza delle politiche attive, sempre sottolineata dall’UGL, è dimostrata dai fatti e dai numeri che vedono una diminuzione del numero dei neet da quasi 2 milioni a circa 1 milione e 200 mila persone. Un ruolo importante ha giocato l’Intelligenza Artificiale messa al servizio dei giovani e della Pubblica amministrazione, favorendo così la diffusione di competenze digitali di base tra coloro che, e non sono pochi, hanno bisogno di “rendersi” più occupabili. Altro tema, la produttività che rischia di incontrare sempre maggiori ostacoli alla sua soluzione, proprio a causa del calo demografico e anche dell’incremento dell’emigrazione, perché, come è noto, le imprese fanno difficoltà a reperire personale qualificato. Anche per questo, come UGL, crediamo molto nell’investimento sul sistema degli Its e sul potenziamento dell’Iefp, cioè sulla formazione professionale e tecnica, richiesta dalla metà della domanda di lavoro delle imprese. Investimento che già ha dato ottimi risultati: le iscrizioni, dal 2020 al 2024, sono salire del 209% su media nazionale e del 534% al Sud.
Altrettanto importante è che, per un migliore livello delle retribuzioni italiane, la ministra Calderone abbia indicato il sostegno delle relazioni industriali «sane» e alla contrattazione collettiva per redistribuire i vantaggi della crescita delle aziende.
Infine, ma non ultimo, è condivisibile l’idea di Calderone che invoca un “patto per le donne” per superare definitivamente la contrapposizione, tutta italiana, tra occupazione femminile e maternità, rafforzando il welfare aziendale, territoriale e contrattuale.