Quel ponte tra il carcere e la società

Il lavoro «è valore sociale, fattore di emancipazione, giustizia e benessere per tutti. È da qui che ha preso le mosse l’accordo firmato il 13 giugno 2023 dal Cnel e dal ministero della Giustizia – poco più di due anni fa – con un obiettivo chiaro: costruire un “ponte” tra il carcere e la società, riportando lavoro e istruzione al centro di un grande progetto di inclusione sociale. Un progetto che vede coinvolti imprese, sindacati, volontariato, scuola e università, enti locali».
Così il presidente del Cnel, Renato Brunetta, alla II edizione di “Recidiva Zero. Studio, formazione e lavoro in carcere e fuori dal carcere”, giornata di lavoro organizzata dal Cnel in collaborazione con il Ministero della Giustizia. C’è molto lavoro da fare, in tutti i sensi, se si pensa che, pur spendendo ogni anno 3,5 miliardi di euro per il sistema penitenziario, siamo ancore oltre il 70% di recidiva.
«Perché le cose cambino, – esorta Brunetta – è fondamentale che il lavoro in carcere sia vero lavoro: professionalizzante, sicuro, tutelato, correttamente remunerato. Il legame tra disoccupazione e recidiva è ormai dimostrato: chi lavora, soprattutto chi ha un vero lavoro, ha meno probabilità di tornare a delinquere. In questo, il coinvolgimento del mondo produttivo è cruciale». Il coinvolgimento del mondo produttivo è cruciale, «solo le imprese possono assicurare che la formazione in carcere sia coerente con le reali esigenze del mercato del lavoro, facilitando l’inserimento diretto dei detenuti dopo la detenzione».
Per la II edizione di “Recidiva Zero” è stato fatto molto. Primo, «un’alleanza per il lavoro, anche in carcere» e cioè le 15 principali organizzazioni datoriali presenti al Cnel si sono unite in un impegno concreto per portare iniziative imprenditoriali in tutti i 189 istituti penitenziari italiani, recuperando spazi inutilizzati e creando opportunità reali anche per il lavoro esterno. «E questo è solo l’inizio», è la promessa di Brunetta. Secondo, «un cambio di passo anche sul fronte digitale» ovvero il Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL), realizzato dal ministero del Lavoro e dall’Inps, arriva anche nel mondo carcerario, per accompagnare detenuti ed ex detenuti verso percorsi di inserimento più efficaci e strutturati», già attivo in 8 carceri. Terzo, «nuove regole per un futuro più giusto». Con l’accordo Cnel-Anac, anche il Codice dei contratti pubblici diventa leva per l’inclusione. «Clausole dedicate, formazione e informazione per stazioni appaltanti e operatori economici: perché il reinserimento non sia un’eccezione, ma parte integrante della strategia Paese».