Il ministro Zangrillo annuncia altri 190 milioni di risorse aggiuntive sui contratti

Il ministro per la pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, torna sulla questione del mancato rinnovo di parte dei contratti collettivi nazionali di lavoro del settore pubblico causata dall’opposizione delle sigle di categoria di Cgil e Uil, a fronte, viceversa, della spinta a chiudere questa partita che arriva dalla Cisl, dalla Ugl e dalle altre sigle. La vicenda è nota: le sigle di Landini e Bombardieri lamentano una carenza di risorse, non sufficienti a coprire, secondo il loro punto di vista, la perdita di potere d’acquisto derivante dall’impennata dei prezzi al consumo che si è registrata soprattutto fra la fine del 2021 e i primi mesi del 2024. Il ministro Zangrillo, senza tanti giri di parole, ha accusato le due sigle di non essersi mobilitate quando non si sono rinnovati i contratti collettivi per un lungo periodo che è andato dal 2009 alla fine del 2017 e i primi mesi dell’anno successivo. Il paradosso, secondo il ministro, è che senza rinnovo del triennio appena trascorso non è possibile aprire la trattativa per la sottoscrizione del contratto collettivo per il triennio 2025-2027, per il quale sono già state stanziate risorse in legge di bilancio, praticamente un unicum nella storia delle relazioni sindacali nel pubblico impiego. Oltre a quanto previsto dalla precedente manovra finanziaria, proprio in queste ore è entrato in vigore il decreto che stanzia altri 190 milioni di euro.