Il presidente della commissione lavoro punta alle agevolazioni fiscali

Mercoledì prossimo, il tema della partecipazione dei lavoratori torna all’attenzione del Parlamento, dopo che, circa un mese fa, è entrata in vigore la legge 76/2025 che dà attuazione all’articolo 46 della Costituzione. Questa volta l’appuntamento è presso la commissione finanze della Camera, dove andrà in discussione una proposta di legge avanzata da Walter Rizzetto, esponente di Fratelli d’Italia e attuale presidente della commissione lavoro, sempre della Camera. La proposta Rizzetto, sulla quale è stato chiesto un parere a Cgil, Cisl, Uil e Ugl, è in un solo articolo che interviene sul decreto del Presidente della Repubblica 917/1986, il cosiddetto testo unico in materia di imposte e tasse. Nello specifico, il riferimento è all’articolo 51 del Dpr 917 che è quello che definisce cosa rientra e cosa non rientra nel reddito da lavoro dipendente. Da questa definizione, ne discende poi il calcolo di quanto dovuto da un lavoratore dipendente in termini di tassazione. La proposta di legge Rizzetto, al fine di incentivare la partecipazione azionaria dei dipendenti, apporta alcune modifiche alla disciplina vigente. In particolare, la soglia di esenzione fiscale sale a 5mila euro, ma può arrivare in seguito a contrattazione collettiva fino a 10mila euro. Il tempo minimo di mantenimento è di 24 mesi e non di tre anni come previsto dalla normativa vigente; può salire a 48 mesi, sempre con contrattazione collettiva.