Il Pnrr prevede un significativo rafforzamento dei servizi sanitari sul territorio
Il governo interviene nuovamente sul versante delle prestazioni sanitarie nel tentativo di superare il fenomeno delle liste di attesa che, in certi casi, ha assunto particolare criticità. Dopo gli interventi con le due ultime leggi di bilanci e con i ritocchi apportati con alcuni decreti-legge urgenti, l’esecutivo ha presentato un disegno di legge, che è già stato approvato alla Camera dei deputati ed è ora in discussione al Senato, dove l’iter potrebbe anche essere rapido. In settimana, sul provvedimento sono stati sentiti i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl che hanno ribadito le posizioni delle loro rispettive organizzazioni. Se tutti sono d’accordo nel rafforzare la sanità pubblica, differenze si scorgono, invece, rispetto al ruolo della sanità privata, con la Cgil che continua a professare la propria contrarietà e la Cisl e la Ugl che, viceversa, parlano di bilanciamento fra le due voci nell’ottica di assicurare alla totalità dei cittadini le migliori condizioni possibili. Nel complesso, fra le preoccupazioni emerse vi è quella dello stato di realizzazione della Missione 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza, con riferimento, in particolare, alla costruzione delle 1.250 case della comunità, quelle strutture destinate a rafforzare la sanità territoriale, riducendo l’impatto delle lungodegenze sugli ospedali e i pronto soccorso. Ritornando al provvedimento oggetto di audizione, il disegno di legge 2365 è composto di 26 articoli in totale, compresa la clausola di salvaguardia.