Media: previsto trasferimento novemila irregolari a Guantanamo
Si aggrava la situazione negli Stati Uniti, con le proteste che si sono estese anche al di fuori della California, in alcune città del Texas, a New York, Boston, Chicago e Atlanta. Ma soprattutto si inasprisce lo scontro a distanza tra il presidente Donald Trump e il governatore della California, Gavin Newsom (con vista, secondo molti, sulle elezioni del 2028). A Los Angeles – dove le proteste sono cominciate venerdì scorso a seguito dei raid dell’ICE, l’agenzia responsabile del controllo della sicurezza delle frontiere e dell’immigrazione, che hanno portato ad arresti di presunti irregolari – la sindaca Karen Bass ha imposto il coprifuoco. Si sono poi registrati dei fermi nella notte tra quanti hanno voluto aggirare l’ordine. Trump e Newsom si accusano a vicenda di cattiva condotta. Il governatore ha criticato in un discorso il presidente per aver messo la democrazia sotto attacco in California con l’invio, già nei giorni scorsi, della Guardia Nazionale (senza una richiesta esplicita dello Stato) e in seguito di 700 marines. Se per Newsom le manifestazioni erano sotto controllo, di tutt’altro avviso è invece apparso Trump. «Se non avessi mandato le truppe a Los Angeles le ultime tre notti, quella città, un tempo splendida e grandiosa, sarebbe ora in fiamme, proprio come 25 mila case rase al suolo a causa di un governatore e un sindaco incompetenti», ha scritto ieri su Truth in riferimento anche ai ritardi per le ricostruzioni dopo gli incendi che alcuni mesi fa avevano colpito l’area di Los Angeles. Nel frattempo, secondo diversi media, è previsto il trasferimento di novemila irregolari a Guantanamo.