Martedì confronto in Parlamento, mentre monta la polemica
La prossima settimana, sul versante parlamentare, si apre con l’audizione dei rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sul decreto-legge 73/2025. Il provvedimento urgente prevede un pacchetto di interventi in materia di infrastrutture e trasporti, legati, in larga parte, anche alla gestione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e delle emergenze gestite dalla protezione civile. Il decreto, ancora prima di essere pubblicato in gazzetta ufficiale, è stato accompagnato da forti polemiche, in particolare per un intervento di semplificazione connesso alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Soprattutto la Cgil ha contestato il passaggio relativo ai controlli, paventando il rischio di un indebolimento degli stessi. In realtà, come spiegato, non si riducono i controlli, ma si cerca di renderli temporalmente più efficaci, scongiurando sempre e comunque il rischio di infiltrazioni malavitose. La posizione della Cgil non è stata condivisa dalle altre sigle sindacali, ad iniziare dalla Ugl che ha sempre insistito sulla strategicità di questa infrastruttura per il territorio della Calabria e della Sicilia e, più in generale, per tutto il sistema Paese. Secondo le simulazioni del ministero delle infrastrutture e dei trasporti, la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina avrebbe una ricaduta in termini occupazionali nell’ordine di 120mila addetti nelle diverse fasi.