Il fenomeno del mismatch nelle piccole imprese

Da un’indagine condotta dall’Area studi e ricerche Cna, tra un campione di oltre 2mila imprese artigiane, micro e piccole associate alla Confederazione, un’impresa su due vorrebbe procedere a nuove assunzioni nel secondo semestre di quest’anno, ma rischia di trovare ostacoli per la solita difficoltà di reperire le figure professionali necessarie. Fatto ancora più interessante, l’esigenza di nuove assunzioni non viene frenata né dalla crescita economica, meno dell’1% quest’anno, né dalla crescita elevata dell’occupazione dell’ultimo biennio, arrivata al massimo storico di 24,3 milioni di posti a febbraio. Quindi, il potenziale lavorativo è ancora elevato. La spiegazione, per Cna, è il “Labour Hoarding” ovvero “fare scorta di lavoro”, una strategia a lungo termine utilizzata dalle imprese (che non licenziano, o addirittura assumono, in un periodo di bassa crescita) per evitare i costi di ri-assunzione e le difficoltà di reperimento dei profili professionali adatti, qualora dovesse riprendersi l’economia. Il 50,8% del campione di imprese coinvolte ritiene di voler procedere a nuove assunzioni nella seconda metà del 2025; di queste il 30,8% prevede di effettuare due assunzioni e il 7,8% tre o più. A livello macro-settoriale guidano la graduatoria le costruzioni, dove il 57,5% delle imprese è intenzionato ad assumere, poi la manifattura (51,9%) e i servizi (45,6%). Prospettive incoraggianti, in particolare, nella meccanica e nel sistema moda: il 56% per le prime e il 52,8% per le seconde. Come si va alla ricerca di candidati? Qui, c’è un evidente punto debole: la modalità più utilizzata rimane il cosiddetto “passaparola”, preferito dal 42,1% delle imprese, poi le agenzie (21,5%) e gli annunci su canali più o meno specializzati (15,1%). Solo il 10,7% delle imprese privilegia il suggerimento di scuole, istituti di formazione, università. Solo il 6,8% preferisce i centri per l’impiego. Le figure più ricercate in edilizia: installatori e manutentori di impianti (climatizzazione, elettrico-elettronici, idrico-sanitari), muratori, capo cantiere, elettricisti, addetti alla produzione di macchine utensili e costruttori di carpenteria metallica. Nella manifattura, taglio e confezione di capi di abbigliamento; produzione di mobili in legno e montaggio di arredi e infissi. Servizi, ristorazione, trasporti e logistica, autoriparazioni e carrozzerie sono ai vertici delle attività che prevedono assunzioni, con un gap verso l’alto rispetto alla media tra il 10 e il 20%. Autisti, meccatronici, carrozzieri, cuochi e aiuto cuochi, camerieri, acconciatori e operatori estetici i profili più “gettonati”.

Gli ostacoli in numeri

Una impresa su tre non è riuscita a trovare alcun candidato idoneo. Il 55,4% ha ricevuto candidature ma ha avuto difficoltà nella selezione, di queste il 7,7% ha trovato candidati che hanno giudicato insufficiente l’offerta economica. Il 47,7% ha trovato candidati senza le necessarie competenze. L’11,4% non ha avuto problemi a trovare i lavoratori