Mosca: «Meglio raggiungere obiettivi per via diplomatica»

La telefonata di oggi tra il presidente statunitense Donald Trump e l’omologo russo Vladimir Putin potrebbe essere l’ennesimo segnale di uno sforzo congiunto di arrivare a un accordo di cessate il fuoco in Ucraina. Non è una trattativa facile e si lavora su più tavoli contemporaneamente. La scorsa settimana gli incontri di Istanbul sono stati un primo tentativo di dialogo – dopo un lungo periodo di silenzio tra le parti –, nonostante l’assenza in prima battuta di Putin e poi anche del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in risposta alla decisione russa. «Se i servizi di mediazione degli Stati Uniti, che apprezziamo molto e di cui siamo grati, ci aiutano davvero a raggiungere i nostri obiettivi con mezzi pacifici, allora, questo è preferibile», ha affermato oggi il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, citato dalle agenzie di stampa russe. Sul fronte diplomatico, si registra anche l’incontro in Vaticano – che negli ultimi giorni si è offerto come possibile sede dei negoziati Kiev-Mosca – tra il vicepresidente americano J.D. Vance e Papa Leone XIV, l’indomani della messa di inizio pontificato. Intervistato dal Messaggero, Zelensky ha confermato di essere «pronto a partecipare a qualunque formato per la pace, a qualsiasi consesso negoziale che possa avvicinare la pace per il mio popolo». Ieri sera telefonata tra leader internazionali sulla situazione in Ucraina e alla vigilia del colloquio telefonico Trump-Putin che ha coinvolto lo stesso presidente Usa, Meloni, Starmer, Macron e Merz.