Le previsioni di primavera. Rivista al ribasso anche la crescita dell’Eurozona

La Commissione europea, nelle previsioni di primavera, ha rivisto al ribasso sia la crescita dell’Italia, sia la crescita dell’Eurozona. Il PIL italiano, infatti, dovrebbe crescere quest’anno dello 0,7% – in linea con il 2024, contro il +1% atteso – e dello 0,9% alla fine del 2026 – contro il +1,2% della stima precedente. Per quanto riguarda l’area euro, le previsioni indicano un +0,9% (+1,1% nell’intera Unione), mentre per il prossimo anno le attese sono di un +1,4% (+1,6% nell’Ue). L’inflazione complessiva nell’area dell’euro dovrebbe rallentare dal 2,4% del 2024 a una media del 2,1% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026. Nell’UE, l’inflazione dovrebbe seguire una dinamica simile. Per il mercato del lavoro, la Commissione europea ricorda che nel 2024, la continua espansione dell’occupazione ha portato alla creazione di 1,7 milioni di nuovi posti di lavoro, raggiungendo così un nuovo record. Nonostante la modesta crescita economica, Bruxelles prevede che l’occupazione aumenti di altri due milioni di posti di lavoro entro la fine del 2026, con un conseguente calo del tasso di disoccupazione al 5,7% alla fine dell’orizzonte di previsione. Nonostante l’ottimismo mostrato dalla Commissione europea per alcuni indicatori, le previsioni parlano comunque di «rischi per le prospettive orientati al ribasso»: la crescita del PIL potrebbe essere mitigata da «un’ulteriore frammentazione del commercio globale», fattore che si rifletterebbe anche sulle pressioni inflazionistiche. Al contrario, un’ulteriore distensione delle tensioni commerciali trsa Ue e USA, o il raggiugimento di nuovi accordi commerciali con altri paesi, portebbero sostenere la crescita.