di Daniele Milani
Tra le ultime dichiarazioni rilasciate dalla candidata alla presidenza degli Stati Uniti d’America per il Partito Democratico Mrs.Clinton, ce ne è una che colpisce per la sua, diciamo così, singolarità: l’ex Segretario di Stato della prima amministrazione Obama ha affermato di essere ormai solo lei il baluardo contro, testualmente, l’Apocalisse. Fenomeno quest’ultimo ipotizzato dalla elezione del suo avversario Trump alla Casa Bianca.
Non è dato di comprendere a quali futuri e temuti avvenimenti si riferisca la Clinton; noi di Apocalissi ne sappiamo poco e non ci sembra, malgrado la sua palese inadeguatezza, di intravedere in Trump l’uomo del destino in tal senso.
In compenso potremmo, anzi dobbiamo, ricordare vari tentativi di provocare l’Apocalisse, alcuni particolarmente deprecabili, posti in essere da molte Amministrazioni americane che si sono succedute alla guida della potenza d’oltreoceano.
Il primo che ci viene in mente è lo scatenamento della guerra di secessione laddove questa innescò un processo di distruzione morale e materiale della metà della popolazione americana che abitava gli stati del sud., dando corpo al più grande conflitto razziale che il mondo abbia conosciuto, a tutt’oggi perdurante.
Ma gli americani si sono anche esercitati, con indubbio profitto, prima durante e dopo tale conflitto a porre in atto un autentico genocidio nei confronti di chi prima di loro abitava il nord america, i nativi pellerossa dei quali ormai si parla come un reperto preistorico soltanto nei film prodotti a Hollywood e forse neanche più in quelli.
In ambito economico ricordiamo, anche a quel livello si può ipotizzare l’apocalisse, ricordiamo che un gruppo di potere finanziario ( Rockfeller e compagni per intendersi) nel loro intento di creare una banca centrale di emissione della moneta americana perseguirono il loro fine, tanto per cominciare provocando la chiusura di 1000 istituti di credito dando la stura alla crisi di Wall Street del 1929, con susseguente Grande Depressione che costo lacrime e sangue all’intero mondo occidentale.
Tutti tentativi forse non riusciti appieno ma comunque in grado di determinare avvenimenti in qualche modo epocali.
Forse però, a voler prescindere dai fatti più recenti (guerre inutili, dissesto morale importato in tutto il mondo ecc.) , in un occasione l’America è riuscita a fare qualcosa che all’apocalisse somiglia.
6 agosto 1945: viene sganciato sulla città di Hiroshima il primo ordigno nucleare per altro, ancorchè ne diventassero subito noti gli effetti, appunto apocalittici, doppiato da un secondo su Nagasaki.
Negli anni successivi gli americani diventarono i più spietati accusatori dei paesi a loro non graditi che si volevano dotare di armamenti atomici.
In realtà gli Stati Uniti sono stati i primi e gli unici ad utilizzare la Bomba.
Questa fu l’apocalisse, altro che le battute da osteria di un candidato che comunque, se dovessimo esercitare il diritto di voto negli States, ci guarderemmo bene dal votare. Come del resto la sua ipocrita dirimpettaia.