Sono oltre 40 gli indagati
La polizia di frontiera di Trieste, nell’ambito di un’operazione denopminata “Turkish Shuttles”, ha arrestato otto persone per favoreggiamento dell’immigrazione irregolare lungo la rotta balcanica. L’indagine è partita dopo l’arresto di cittadini turchi sorpresi mentre trasportavano migranti irregolari, in prevalenza turco-curdi e cinesi, dalla Slovenia verso l’Italia. Grazie alle investigazioni, gli agenti hanno potuto accertare un traffico organizzato di famiglie con minori, fatte arrivare in Bosnia o Serbia e poi condotte fino al confine italiano su auto o mezzi pesanti. L’Italia, stando a quanto emerso, era un Paese di transito, con destinazione finale Germania, dove la rete criminale si appoggiava a connazionali per noleggiare veicoli utili al trasporto. Sono stati identificati 52 migranti, tra cui molti bambini, costretti a pagare fino a sei mila euro per viaggi in condizioni precarie, come dimostra il caso di un bimbo di sei anni trovato nel bagagliaio. Gli autisti usavano passaporti speciali per facilitare l’ingresso in Europa e si facevano precedere da staffette per evitare controlli. Oltre agli otto arresti in Italia, tre sono avvenuti in Croazia, due persone sono state denunciate e 44 indagate per ingresso illegale.