Pesa il differenziale di genere: le pensioni medie delle donne più leggere di 470 euro
Un dato che, oggettivamente, non dovrebbe più sorprendere, in quanto dipendente, in molti casi, dalla volontà del lavoratore e della lavoratrice stessi che, in presenza di una diversa organizzazione del lavoro, scelgono, anche per ragioni economiche, di rinviare l’uscita verso la pensione. Tutto ciò pure al netto di alcuni ritocchi alla disciplina vigente, intercorsi nel 2024. Nel primo trimestre del 2025, come evidenziato dall’Inps, le pensioni anticipate sono state poco più di 54mila; considerando una certa coda nella definizione delle pratiche, quantificabile in circa 8mila unità, si arriva ad un totale vicino alle 62mila unità, in calo rispetto alle oltre 70mila uscite dello stesso periodo del 2024. In prospettiva, parliamo di una ipotesi di contrazione su base annua dell’ordine del 10-15% anche se poi molto dipenderà dalle decisioni che saranno prese intorno all’incremento della speranza di vita. Cgil, Cisl, Uil e Ugl stanno chiedendo da tempo al governo di sterilizzare ogni incremento a partire dal 1° gennaio 2027 e di farlo con urgenza in maniera tale da permettere ai sindacati e alle aziende una corretta gestione degli esuberi produttivi. Tornando al rapporto Inps, nei primi tre mesi del 2025 sono state erogate 194mila nuove pensioni, per un importo medio di 1.237 euro (nel 2024 era stato di 1.229 euro). Permane, però, un forte differenziale di genere, pari in media a circa 470 euro.