La forza del credere
Papa Francesco apre il suo pontificato con la lettera enciclica Lumen fidei, datata 29 giugno 2013. La riflessione si apre con il richiamo alla luce della fede: «Nell’epoca moderna si è pensato che una tale luce potesse bastare per le società antiche, ma non servisse per i nuovi tempi, per l’uomo diventato adulto, fiero della sua ragione, desideroso di esplorare in modo nuovo il futuro». Però, è proprio l’urgenza di recuperare il carattere di luce proprio della fede, «perché quando la sua fiamma si spegne anche tutte le altre luci finiscono per perdere il loro vigore. La luce della fede possiede, infatti, un carattere singolare, essendo capace di illuminare tutta l’esistenza dell’uomo». Francesco ricostruisce, poi, tutto il percorso che rimanda alle fondamenta stesse del credo religioso, con Abramo che è indicato come il padre nella fede, che è anche la fede di Israele e del cristianesimo. Fede e ragione possono e debbono confrontarsi nel dialogo, come insegna sant’Agostino. Spetta alla Chiesa trasmettere questa fede: «Assimilata e approfondita in famiglia, la fede diventa luce per illuminare tutti i rapporti sociali». Per concludere: «Nella “modernità” si è cercato di costruire la fraternità universale tra gli uomini, fondandosi sulla loro uguaglianza. A poco a poco, però, abbiamo compreso che questa fraternità, privata del riferimento a un Padre comune quale suo fondamento ultimo, non riesce a sussistere. Occorre dunque tornare alla vera radice della fraternità».