Lo rende noto l’indagine realizzata dall’istituto di ricerca Tecnè per conto di Federalberghi, stimando un giro d’affari che raggiungerà i 7,2 miliardi di euro

Saranno oltre 14 milioni gli italiani in viaggio per i ponti di primavera. Lo rende noto l’indagine realizzata dall’istituto di ricerca Tecnè per conto di Federalberghi, stimando un giro d’affari che raggiungerà i 7,2 miliardi di euro e che, osserva l’associazione, avrebbe potuto essere più consistente «se non fosse stato per l’aumento dei prezzi che sta caratterizzando questo periodo. Infatti, il 68% dei vacanzieri è stato influenzato nelle sue scelte per questa vacanza proprio dall’inflazione». Tra le mete scelte dagli italiani, in testa ci sono le località di mare, scelte dal 43,8%. A seguire le città d’arte (25,2%). La stragrande maggioranza ha scelto di restare in Italia (87,2%) mentre il rimanente 12,8% dei viaggiatori ha optato per destinazioni oltre confine, dalle grandi capitali europee a quelle extra-europee. La spesa media pro capite per i ponti di primavera sarà di 504 euro. Le motivazioni principali per la scelta della destinazione del viaggio sono il desiderio di vedere un posto nuovo (38,6%) e le bellezze naturali del luogo (35,2%). I giorni di vacanza saranno dedicati soprattutto a passeggiate (85,9%), scoperta dell’enogastronomia locale (60,2%), relax (47,4%) e attività sportive (13,6%). La casa di parenti e amici (30,9%) sarà l’alloggio preferito. Fra gli intervistati che non andranno in vacanza, il 46,6% ha rivelato di non partire per motivi economici; il 35,3% per motivi familiari e un altro 12% per impegni lavorativi. «La nostra indagine consente di constatare che siamo di fronte ad una tendenza positiva che ha avuto il suo avvio con le festività pasquali», ha detto il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, commentando i risultati dell’indagine e osservando che «l’aumento del costo della vita non lascia comunque tregua alle tasche degli italiani, il 38% dei quali ha infatti ridotto le spese. Sotto questo profilo, considero doveroso sottolineare che, sui costi complessivi da attribuire alla vacanza, le spese relative al pernottamento incidono per il 18%».