Presentato il XXVI Rapporto sul Mercato del lavoro del Cnel; copertura ampia
L’Assemblea del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro ha dato il via libera alla XXVI edizione del Rapporto del Mercato del lavoro. La vera novità del documento è rappresentata dall’analisi della contrattazione collettiva. Il documento, curato dal professor Michele Tiraboschi, prova a mettere ordine nell’immensa mole di informazioni contenute nell’archivio del Cnel. Al 31 dicembre scorso, i contratti collettivi nazionali di lavoro depositati erano poco più di mille, un numero enorme che, spesso, ha fatto gridare allo scandalo tanti commentatori politici. Il 63% di questi contratti è sottoscritto da organizzazioni non presenti all’interno del Cnel, mentre oltre il 10% risulta essere scaduto da tanti anni. Rispetto alla platea degli addetti, Cgil, Cisl e Uil firmano contratti che coprono poco più di 14 milioni di addetti, mentre la Ugl, attraverso le proprie federazioni di categoria, sottoscrive con le tre sigle contratti per oltre 4,8 milioni di addetti, pari al 33% della platea. Altre sigle, come la Confsal, sottoscrivono contratti collettivi unitamente a Cgil, Cisl e Uil per percentuali molto ridotte, nell’ordine dello 0,3%. In aggiunta, l’Ugl, attraverso le sue federazioni di categoria, firma anche 60 contratti collettivi con associazioni datoriali non presenti al Cnel, per una ulteriore quota di addetti di oltre 570mila unità. Numeri inferiori per altre sigle sindacali.