Lo stima il Centro studi Confindustria

Dazi e incertezza causeranno «una minore crescita» (-0,3%) del Prodotto interno lordo italiano nel 2025-2026, complice «una più bassa dinamica dell’export di beni (-1,2%) e degli investimenti in macchinari (-0,4%)». Lo scrive il CsC, il Centro studi Confindustria, nella “Congiuntura Flash”, osservando che le vendite negli Usa attivano, direttamente e indirettamente, quasi il 7% della produzione manifatturiera italiana (circa 90 miliardi di euro). I settori più esposti sono farmaceutico, autoveicoli, macchinari. «È da evitare una ritorsione tariffaria UE sugli acquisti dagli USA, che impatterebbe sui prezzi e sulla fiducia di famiglie e imprese, con un’ulteriore frenata del PIL. Cruciale, invece, concludere nuovi accordi commerciali UE con altri importanti partner economici (Mercosur, India)», è il commento del CsC.