“Stato di agitazione del personale del comparto Ministeri, dipendente del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria”.
Lo dichiara il segretario nazionale Ugl Funzione pubblica, Paola Saraceni, spiegando che “le nostre richieste rivolte al ministro della Giustizia e alle Istituzioni competenti sul non più rinviabile copertura delle vacanze di organico sono state fino ad oggi inascoltate. In attesa di un segnale di accoglimento delle stesse, siamo obbligati a dichiarare lo stato di agitazione di tutto il personale del comparto ministeri dipendente del dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, secondo le modalità previste dalla vigente normativa in materia”.

La Saraceni elenca poi le molteplici difficoltà che continuano a paralizzare il comparto e a creare disagi ai lavoratori.
“Sono attualmente 4.800 gli operatori penitenziari che prestano servizio all’interno dei circa 200 istituti penitenziari della penisola, inquadrati all’interno del comparto ministeri, con una carenza di organico pari a non meno di 3.000 unità. Abbiamo chiesto l’immediata assunzione di personale da effettuare avvalendosi delle graduatorie degli idonei dei concorsi a 397 posti di educatore C1, di 50 posti di educatore C2 e di 36 posti di collaboratore amministrativo, graduatorie tuttora valide e in scadenza il prossimo 31 dicembre 2016. A queste immissioni in ruolo, comunque non sufficienti, dovranno aggiungersi ulteriori assunzioni anche negli altri profili professionali, sino a copertura delle vacanze degli organici, da realizzare mediante il bando di appositi concorsi, nei quali andrà riconosciuto un punteggio al personale interno, al fine di valorizzarne la professionalità acquisita nel corso degli anni”.
“Occorre – conclude Saraceni – armonizzare il lavoro all’interno degli istituti penitenziari, svolto dai diversi operatori divisi dalla loro anacronistica collocazione in diversi comparti contrattuali, facendo confluire tutto il personale penitenziario inquadrato nel comparto ministeri, all’interno dei ruoli tecnici della polizia penitenziaria”.