Temi centrali nell’ambito della discussione sul Documento di finanza pubblica
Sono proseguite, anche nella giornata odierna, le audizioni delle parti sociali sul Documento di finanza pubblica. Se ieri era toccato ai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Cisal e Confsal e ad alcune associazioni datoriali, in particolare del commercio e dell’artigianato, oggi è stata la volta degli altri datoriali e di alcuni soggetti istituzionali, come il Cnel. Fra gli aspetti maggiormente attenzionati, ritorna spesso quello della riduzione della pressione fiscale. L’attuale sistema presenta, infatti, delle sperequazioni, con un forte impatto per i redditi da lavoro dipendente compresi fra i 35mila e i 70mila euro, che versano il 64% del totale dell’Irpef incassata dallo Stato, secondo quanto emerge dalle statistiche ministeriali. Di contro, circa nove milioni di cittadini dichiarano una imposta pari a zero. Durante le audizioni si è anche parlato di altro, ad iniziare dalla questione del presunto ammanco nel bilancio dell’Inps, fino a 6,6 miliardi di euro, che sarebbe stato causato dal susseguirsi negli anni di condoni pure previdenziali. Tale ipotesi, avanzata con preoccupazione dal Consiglio di indirizzo e vigilanza, però, è stata ufficialmente smentita dai vertici dell’Istituto che, piuttosto, hanno parlato di crediti ormai svalutati e inesigibili, che, correttamente, secondo la presidenza e la direzione generale, devono essere eliminati dal bilancio in un’ottica di trasparenza dello stesso.