Dombrovskis: «Impatto su USA maggiore che sull’UE»

Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina si inaspriscono ulteriormente, con potenziali ripercussioni sull’economia globale. Pechino ha annunciato un aumento dei controdazi sui beni americani fino al 125%, misura che entrerà in vigore il 12 aprile. Secondo la Commissione dei dazi doganali cinese, tali tariffe rendono i prodotti statunitensi «non più accettabili sul mercato» e per questo ogni ulteriore risposta da parte dell’amministrazione statunitense sarà «ignorata» da Pechino. Annunciando di aver presentato nuovi ricorsi all’Organizzazione mondiale del commercio (WTO), il dipartimento del commercio cinese ha poi sottolineato che «L’imposizione da parte degli Stati Uniti di tariffe anormalmente elevate sulla Cina viola gravemente le norme economiche e commerciali internazionali, le leggi economiche di base e il buon senso, ed è completamente un’intimidazione e una coercizione unilaterali». Nel frattempo, al termine dell’Eurogruppo di Varsavia, il commissario all’Economia, Valdis Dombrovskis, ha spiegato che secondo le ultime simulazioni della Commissione «sull’impatto dei dazi statunitensi, il Pil degli Stati Uniti si ridurrebbe dallo 0,8 all’1,4% entro il 2027. L’impatto negativo sull’Ue sarebbe inferiore, circa lo 0,2% del Pil. Se i dazi fossero confermati permanentemente le conseguenze economiche saranno negative del 3,1 – 3,6% per gli USA e 0,5% – 0,6% per l’UE, l’1,2% per il PIL mondiale, mentre il commercio globale diminuirà del 7,7% tra tre anni».