Lo rivela il rapporto del Cnt, il Centro nazionale trapianti, pubblicato a una manciata di giorni dalla “Giornata della donazione”

Cresce la quota degli italiani che negano il consenso alla donazione di organi e tessuti, al momento del rinnovo della Cie, la Carta d’identità elettronica. Lo rivela il rapporto del Cnt, il Centro nazionale trapianti, pubblicato a una manciata di giorni dalla “Giornata della donazione”, che si celebra l’11 aprile. Nel primo trimestre, dal 1° gennaio al 31 marzo, le opposizioni alla donazione sono salite del 3,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente mentre le astensioni sono calate dello 0,6%. Spulciando i dati raccolti nel report, emerge che su quasi 950 mila dichiarazioni, in 380 mila (39,7%) hanno scelto di opporsi al prelievo degli organi dopo la morte, mentre 570 mila (60,3%) hanno dato il proprio consenso. Grazie al consenso, nel 2024 1.730 persone hanno donato i loro organi contribuendo a 4.602 trapianti: un solo donatore può aiutare infatti fino a sette persone, che diventano addirittura nove se polmoni e fegato vengono suddivisi tra più riceventi con la tecnica split. Complessivamente sono stati eseguiti 2.031 trapianti di rene, 1.691 di fegato, 431 di cuore, 174 di polmone, 35 di pancreas, uno di intestino. I trapianti di rene da persona vivente sono stati 298, 28 quelli di fegato.