Borse: Piazza Affari -7%. A Wall Street giù i futureA metà seduta in fumo 61 miliardi. In Usa già bruciati 2mila miliardi di dollari. Meloni: «Stop al Green Deal sulle auto». Mosca: «Economia in subbuglio». Trump: «Abbiamo preso il comando». La Cina risponde con nuovi dazi al 34% dal 10 aprile e con un ricorso al Wto

Profondo rosso per le Borse di tutto il mondo, dopo le decisioni dell’amministrazione Trump sull’introduzione di nuovi dazi. Per l’Europa è la peggior settimana dal 2022, Milano è sprofondata al -7% andando sotto i 36 mila punti. Wall Street ha aperto in territorio negativo, dopo la brutta giornata di ieri, nella quale ha perso il 6,64% bruciando 2 mila miliardi di dollari, con un nuovo crollo dei futures e con il Dow Jones in apertura di seduta a -3,15%, con il Nasdaq -3,22% e lo S&P 500 il 2,96%. Tutto ciò anche a causa dell’annuncio della Cina di rispondere alla politica Usa con nuovi dazi al 34% dal 10 aprile su tutti i beni importati e con un ricorso al Wto, fatto di per sé paradossale vista la concorrenza sleale che il Dragone da decenni pratica su una lunga serie di prodotti, a cominciare dall’acciaio che, insieme al Green Deal, sta mandando in crisi la siderurgia europea. È altrettanto vero, però, che i prelievi sulle esportazioni cinesi sono destinati a salire a oltre il 60%, dopo che Trump ha annunciato tariffe “reciproche” del 34% in aggiunta a quelle già esistenti. Per avere un’idea di ciò che sta accadendo sui mercati, basta osservare i numeri: a trascinare Milano verso il basso soprattutto i bancari con Banca Mps -11,86%, Bper -12,96%, Pop Sondrio -11,83%, Unicredit -11,79%, Banco Bpm -11,33% e Intesa -9,74%, Mediobanca -9,96%. Generali giù del 6,94%. Giù anche Tim -8,03%, Stm -7,36%. Nell’automotive, Iveco -12,18% e Stellantis -8,49%. Come primo effetto, la casa automobilistica ha sospeso temporaneamente la produzione di due stabilimenti in Canada e Messico. In generale, sui mercati europei si ampliano i timori che una guerra commerciale porterà ad un balzo dell’inflazione e ad una recessione globale. Uno scenario che provoca un forte calo di petrolio e gas e dei rendimenti dei titoli di Stato. Oltre al tonfo di Milano, in forte calo anche Madrid (-5,9%), Francoforte (-4,9%), Parigi (-4,3%), Londra (-3,9%). In netto calo il petrolio. Per gli stessi timori, le Borse asiatiche, con i listini cinesi chiusi per festività, hanno registrato una seduta pesante in scia con Wall Street e Tokyo ha ceduto il 2,75%. In rosso anche Seul (-0,86%), Mumbai (-1%), Hanoi (-3,75%) e Bangkok (-2,6%). Di fronte a questo scenario, Trump potrebbe tornare sui propri passi? Difficile, al momento ha dichiarato che ci potrebbe essere un varco per le trattative in caso di «grandi concessioni» da parte dei Paesi colpiti. Solo Mosca resiste.