Il ministro degli Esteri replica a chi gli chiedeva se sarebbe stato meglio un confronto nel governo, prima della telefonata tra Salvini e il vice presidente degli Stati Uniti, J.D. Vance

«Non mi sento mai scavalcato da nessuno». Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, replica a chi gli chiedeva se sarebbe stato meglio un confronto nel governo, prima della telefonata tra il leader della Lega e vice presidente del Consiglio, Matteo Salvini, e il vice presidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, stroncando sul nascere un possibile “caso”, in grado di far traballare gli equilibri all’interno del governo. Che, invece, restano stabili, al netto delle diverse sensibilità che caratterizzano le forze di maggioranza. Come, d’altronde, ribadito ieri dal portavoce nazionale di Forza Italia, Raffaele Nevi, intercettato da affaritaliani.it: «Nessun vertice di maggioranza, non serve: i leader della coalizione di governo si vedono e si sentono continuamente e non ci sono problemi di fondo se non enunciazioni per rimarcare le proprie posizioni e la propria identità. In Parlamento la settimana scorsa abbiamo votato uniti la risoluzione della maggioranza, quello conta. Poi i giornali ricamano sulle differenze, lo sappiamo. Ma non ci sono problemi nella maggioranza». Sullo sfondo gli sviluppi relativi al caso giudiziario che vede coinvolta la ministra del Turismo, Daniela Santanché. Nelle ultime ore, infatti, il collegio difensivo ha registrato l’ingresso dell’avvocato Salvatore Pino, in sostituzione di Salvatore Sanzo, impegnato in altro procedimento. Proprio Pino ha preannunciato al giudice una richiesta di «termini a difesa» per studiare il procedimento, con udienza fissata per domani. Una istanza su cui domani dovrà decidere la Gup Tiziana Gueli e che, quindi, potrebbe tradursi in un rinvio. «Non so se è confermata l’udienza domani, ma cambia poco», ha commentato il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami, parlando a SkyTg24. «Noi riteniamo, come ha detto il ministro stesso quando è venuta in Aula, che nel momento in cui ci dovesse essere un rinvio si arriverebbe ad una presa d’atto della necessità di rilasciare l’incarico non perché stia governando male il turismo, dove anzi abbiamo dati assolutamente premianti, ma per garantire a lei la possibilità di difendersi nel modo più sereno possibile», ha concluso.