In Italia 2.140 casi, meno di Francia, Germania e Paesi Bassi
Tra il 2013 e il 2022, nell’Unione Europea sono stati ufficialmente riconosciuti 37.022 casi di tumori professionali. Questi tumori sono causati dall’esposizione a fattori cancerogeni nell’ambiente di lavoro, generalmente dovuti a esposizioni prolungate. È quanto emerge da un’analisi realizzata dall’Eurostat, secondo la quale molti di questi casi emergono diversi anni dopo l’esposizione iniziale, talvolta anche dopo 40 anni. I dati emersi dall’indagine, mostrano che nel 2020 sono stati registrati 3.094 casi, nel 2021 3.258 e nel 2022 3.309, cifre inferiori alla media annuale del periodo 2013-2019, che era di 3.909 casi all’anno. Questa diminuzione potrebbe essere attribuita all’impatto della pandemia di COVID-19 sui sistemi sanitari. Analizzando i tipi di tumore, il cancro ai polmoni e il mesotelioma (un tipo di tumore associato all’esposizione all’amianto) rappresentano l’81,5% dei casi totali, con rispettivamente 15.272 e 14.914 casi registrati. Secondo lo studio, la distribuzione dei casi di tumori professionali varia tra gli Stati membri dell’UE: la Francia ha registrato il numero più elevato con 20.507 casi, seguita da Germania (6.573), Paesi Bassi (4.778) e Italia (2.140). Questi quattro paesi rappresentano il 91% dei casi totali nell’UE. Tuttavia, le differenze tra i paesi possono essere influenzate da vari fattori, tra cui le diverse normative nazionali, le metodologie di raccolta dati e i processi di riconoscimento delle malattie professionali.