Nel 2022 il WEI+ ha toccato il 5,8%, valore più alto da 2000
Con l’aumento delle temperature ogni anno, la sempre maggiore frequenza delle siccità e la crescente pressione sulle risorse idriche, le problematiche legate allo sfruttamento e alla scarsità di acqua stanno diventando sempre più importanti. È quanto si legge in una’analisi realizzata dall’Eurostat e pubblicata questa mattina. Uno strumento utile per fotografare questa situazione è il Water Exploitation Index Plus (WEI+), che misura il rapporto tra il consumo di acqua e la quantità di risorse idriche rinnovabili disponibili. Superata la soglia del 20%, si parla di scarsità; oltre il 40%, la situazione è considerata critica. Nel 2022, il WEI+ medio dell’Unione Europea ha toccato il 5,8%, il valore più alto dal 2000, con un incremento di quasi un punto percentuale. Alcuni Paesi, però, sono ben oltre la media: Cipro ha registrato un allarmante 71%, segnale chiaro di un utilizzo insostenibile delle risorse idriche. Malta (34,1%) e Romania (21%) seguono con valori preoccupanti. Anche Grecia, Portogallo e Spagna, pur restando sotto la soglia del 20% (con rispettivamente il 13,8%, il 10,1% e l’8,8%), mostrano un’elevata pressione rispetto ad altri Stati membri. Nel Sud Europa la scarsità d’acqua è particolarmente critica nei mesi primaverili ed estivi, quando si sommano le esigenze agricole, il fabbisogno idrico pubblico e l’impatto del turismo.