di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale UGL
In agricoltura e non solo, la lotta al caporalato rappresenta una delle sfide più importanti per garantire dignità e sicurezza ai lavoratori nel nostro Paese. Oggi se ne parla in un’intervista de La Stampa al ministro del Lavoro, nella quale Marina Calderone illustra sia i risultati delle azioni messe in campo finora dal governo che i propositi per il futuro su questo tema. I dati mostrano che l’approccio fondato su un rafforzamento dei controlli sta producendo risultati concreti e misurabili: nel 2024 le vittime di caporalato, infatti, sono diminuite del 60% rispetto all’anno precedente, il governo ha potenziato l’Ispettorato nazionale del lavoro con un incremento del 40% nei controlli, del 100% nel settore agricolo, portando all’adozione di oltre 15mila provvedimenti di sospensione delle attività irregolari, quasi raddoppiati rispetto agli 8mila del 2022. Il decreto agricoltura, poi, ha autorizzato un incremento delle risorse umane dedicate ai
controlli, prevedendo l’assunzione di 500 nuovi ispettori tra Inps e Inail, mentre, dal punto di vista dell’uso delle nuove tecnologie nell’ambito della lotta al caporalato, sono stati ideati due strumenti innovativi, il sistema informativo e la banca dati degli appalti in agricoltura, che partiranno a breve. Scelte strategiche positive, dal punto di vista del nostro sindacato, finalizzate a potenziare la vigilanza e contrastare più efficacemente il fenomeno del lavoro sommerso e che si affiancano ad altre misure non specificamente rivolte al settore agricolo, ma utili anche in questo ambito, come il sistema Siisl, per l’inclusione sociale e lavorativa, che realizza un sistema di monitoraggio dei lavoratori attivi, utile anche per quanto riguarda l’agricoltura. Nell’auspicio che le misure annunciate possano tradursi rapidamente in provvedimenti concreti, già sono stati fatti dei passi in avanti per la lotta al caporalato, un fenomeno che va debellato utilizzando tutti gli strumenti che le nuove tecnologie mettono a disposizione e sul quale bisogna mantenere alta la guardia, potenziando al massimo i controlli e rendendo efficaci le sanzioni, ma anche rafforzando i percorsi di emersione dal lavoro sommerso, incentivando le imprese che rispettano le regole e valorizzando le buone pratiche. Occorre una collaborazione serrata tra ispettorati del lavoro, forze dell’ordine e organizzazioni sindacali, per contrastare un fenomeno che non riguarda solo il settore agricolo, ma si estende anche a comparti come l’edilizia e la logistica, dove il lavoro irregolare e lo sfruttamento rappresentano una piaga da debellare con determinazione, per promuovere un mercato del lavoro più giusto che garantisca a tutti condizioni di lavoro dignitose e rispettose della legalità.
Mondo agricolo italiano ed europeo, focus Ugl sulla Romania
Oggi l’Ugl si confronta con politici, sindacalisti ed addetti ai lavori italiani ed albanesi in un evento centrato sul tema dell’agricoltura in Italia ed in un Paese partner europeo importante come la Romania.