Lo rivelano Fnomceo-Censis, anticipando i dati di un rapporto che verrà presentato integralmente a fine marzo in Senato

Le performance del Servizio Sanitario Nazionale sono peggiorate, nel tempo. A sostenerlo è oltre il 72% dei cittadini italiani, rivela il terzo Rapporto Fnomceo-Censis, “Centralità del medico e qualità del rapporto con i pazienti per una buona sanità. Alle origini della criticità della condizione dei medici nel Servizio Sanitario”, che verrà presentato parzialmente domani, in occasione delle celebrazioni della Fnomceo, la Federazione degli Ordini dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri, per la Giornata contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari. Ad esempio, stando ai dati raccolti nel report, che verrà diffuso integralmente a fine marzo in Senato, al 52,2% dei cittadini è capitato di avere, per sé o per un parente, una brutta esperienza in un Pronto Soccorso (lunghissime attese, carenza di informazioni…). Da cosa dipende? Secondo il Censis e la Fnomceo, molto è dipeso dal graduale ridimensionamento delle strutture e degli organici del Snn, a partire dal numero dei Pronto Soccorso a disposizione nelle strutture pubbliche e del privato accreditato. Dal 2003 al 2023 sono passati da 659 a 433. Contestualmente gli accessi al Pronto Soccorso sono anch’essi diminuiti, da 22,7 milioni nel 2003 a 18,4 dieci anni più tardi. A crescere, però, è il numero medio di accessi per Pronto Soccorso, da 34.463 del 2003 a 41.941 del 2013 a 42.386 del 2023.