Tre miliardi di euro in tre anni per gli interventi in favore delle famiglie con disagio
Via libera della Conferenza unificata Stato-Regioni al decreto di riparto delle risorse relative al Fondo nazionale per le politiche sociali. Si tratta di un passaggio atteso in quanto permetterà di mettere a terra il Piano sociale nazionale per il triennio 2024-2026, già definito alcuni mesi fa, anche con il contributo attivo dei rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Secondo la vice ministra Maria Teresa Bellucci «si tratta di un risultato significativo, una conferma dell’impegno del governo, insieme alle regioni e agli enti locali, per una programmazione stabile e strutturata che rafforzi la rete integrata di interventi e servizi sociali su tutto il territorio nazionale». Le risorse, in particolare, sono finalizzate a garantire i livelli essenziali delle prestazioni sociali, come chiesto dai sindacati. Nel complesso, per il 2024 sono assicurati 410 milioni, mentre per il 2025 e il 2026 lo stanziamento è superiore a 390 milioni. A tali somme, vanno, però, aggiunte quelle del Fondo povertà, vale a dire 596 milioni per il 2024, 601 milioni per il 2025 e 617 milioni per il 2026. Le risorse del Fondo povertà, anche per effetto di una precisa richiesta formulata dalla Ugl per prima, sono destinate non soltanto ai percettori dell’assegno di inclusione, ma anche in favore dei nuclei familiari che si trovano in condizione equivalenti pur non percependo l’ex reddito di cittadinanza.