di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale
Nel primo editoriale del 2025 abbiamo detto che la parola dell’anno è “energia” e giorno per giorno l’energia, indispensabile e multiforme risorsa, sta conquistando centralità nel dibattito nazionale e internazionale. Non solo perché oggi il governo si è riunito in Consiglio dei Ministri sulle misure urgenti in favore di famiglie e imprese per contrastare il costo dell’energia elettrica e del gas naturale, ma per il ricorso ad una energia nucleare «sostenibile».
Il “nodo energia” diventa ancora più pressante non solo per le oscillazioni del prezzo del gas, una pesante zavorra per famiglie e imprese, rendendo necessario a detta di molti svincolare il prezzo dell’elettricità da quello del gas naturale, perché quest’ultimo, soggetto a tensioni geopolitiche e a forti oscillazioni di prezzo, come si è già visto nella prima fase della crisi russo-ucraina, ma anche guardando e pensando ai per ora annunciati dazi Usa verso i prodotti Ue pari al 25%
Come ha giustamente fatto notare il ministro per le Imprese e per il Made in Italy, Adolfo Urso, dopo il vertice sul futuro dell’industria siderurgica a Parigi, la sfida che ci arriva dagli Stati Uniti non va temuta o subita, ma colta per fare ciò che fino ad oggi come Unione non siamo stati capaci o non abbiamo voluto fare. Che, a guardare bene, è proprio ciò di cui un bel po’ brutalmente ci sollecita a prendere atto Donald Trump. E cioè l’Europa deve finalmente dotarsi di una politica industriale e di una politica energetica, necessarie sia all’industria propriamente detta sia alla difesa comune che si vorrebbe o, in un certo senso, si è costretti a sviluppare, che abbiano come obiettivo quello di far raggiungere al nostro vecchio Continente una piena autonomia energetica, di difesa, industriale.
Obiettivi irrinunciabili a fronte della crisi sempre più profonda e preoccupante dell’industria europea, nella quale l’energia e la necessità di arrivare al 2050 all’obiettivo zero emissioni di Co2 giocano una parte fondamentale. Il governo italiano sta tentando non da oggi di convincere Bruxelles che ciò che serve è un approccio neutro e non ideologico alla transizione energetica e che quindi occorre liberarsi da tutti i pregiudizi e le infondate paure che circondano il nucleare, possibilità che oggi abbiamo a portata di mano grazie a quello di nuova generazione, nel quale noi italiani siamo maestri.
Il tema del costo dell’energia è uno degli aspetti centrali del documento (non-paper) sottoscritto ieri a Parigi dall’Italia e altri sei Paesi nel corso della Conferenza sul futuro dell’industria dell’acciaio. Il non-paper evidenzia la necessità di adottare politiche europee efficaci per ridurre il costo dell’energia, attualmente molto più elevato rispetto a quello di altri attori globali.
Tutto ci parla di energia, adesso è arrivato il momento di agire.