“La Giustizia non può più attendere. Il comparto – pilastro fondamentale per il Paese e per la sua sicurezza – ha urgente bisogno di superare tutte le difficoltà che mettono a dura prova il buon funzionamento del sistema, a partire proprio dalle profonde carenze di organico che hanno determinato l’accumularsi di arretrati e ritardi, nonché il blocco dei processi di riqualificazione del personale interno al ministero. Servono risposte immediate nel rispetto e per la valorizzazione di tante risorse professionali che meritano di poter svolgere con serietà (per merito) e dignità il proprio mestiere”.
E’ un fiume in piena Paola Saraceni, responsabile nazionale dell’Ugl Funzione Pubblica, al termine dell’incontro di oggi al dicastero del Lavoro.
Vertice, che come aveva anticipato la stessa Saraceni a La Metasociale, era stato convocato dal Ministero del Lavoro e della Giustizia per confrontarsi con l’Ugl Funzione Pubblica sulla procedura di conciliazione e sulle molteplici problematiche avanzate dal sindacato.
La sindacalista ha promesso di portare avanti con forza questa battaglia, avviata già da anni. “L’Ugl Funzione Pubblica monitorerà ogni azione che sarà effettuata nel campo della Giustizia. Restiamo vigili perché – prosegue – il comparto è da troppi anni in balìa delle incertezze e di profonde carenze che minano un meccanismo vulnerabile ma indispensabile per la sicurezza della nostra Penisola”.
Ritornando sull’incontro di oggi, la Saraceni vista “l’apertura e sopratutto la possibilità concreta, da parte del ministero della Giustizia, di poter risollevare le sorti del settore ha ritenuto doveroso sospendere lo stato di agitazione, con l’auspicio che, in tempi stretti, quanto affermato durante la riunione di oggi possa essere concretizzato”.
Nello specifico “il ministero della Giustizia ha confermato l’impegno a proseguire le linee organizzative in tema di personale, mirate a ridisegnare, per legge il nuovo ordinamento professionale e a riconoscere funzioni, capacità e responsabilità – ha precisato – Visto che la contrattazione è bloccata agire per legge è l’unica strada sicura da poter percorrere e, questo per noi, è un punto prioritario”.
“Il ministero assumerà personale adeguatamente selezionato attraverso procedure concorsuali esterne fino a 4000 posti di lavoro, riconoscendo le competenze e le esperienze professionali acquisite. Fondamentale anche l’attenzione rivolta ai tirocinanti ai quali è concesso accumulare crediti utili per una prospettiva solida. Siamo sulla buona strada, ma non smetteremo di vigilare, non solo nell’interesse dei nostri iscritti e dei lavoratori, ma di tutta la Giustizia”.
“Grazie al confronto di oggi ‘aperto e leale’, – ha precisato – abbiamo deciso di sospendere lo stato di agitazione indetto lo scorso 27 settembre, mantenendo, però, sempre alta l’attenzione affinché gli impegni assunti dal ministero della Giustizia vengano mantenuti e realizzati in tempi brevi. Perché non si può giocare con il futuro della Giustizia”.