Cresce la percentuale di famiglie con anziani soli; forte rischio sommerso
Un report per conoscere meglio l’impatto del lavoro domestico nel nostro Paese. È questo il senso del documento appena presentato da Assindatcolf e Censis sul lavoro di cura, inteso nelle sue tre diverse tipologie (badanti, colf e baby-sitter). In Italia, secondo l’elaborazione dei dati forniti da più soggetti, si ha un rapporto di 8,5 badanti ogni 100 persone sole con più di sessant’anni. È questo un aspetto da tenere in considerazione, in quanto proprio l’aumento della solitudine rappresenta una costante ormai da diversi anni, che, unita al calo demografico, sta generando un doppio fenomeno: quello delle badanti sempre più anziane, a loro volta, e la difficoltà nel reperire giovani, sia italiani che stranieri, disponibili a lavorare per una famiglia. Le famiglie monocomponente anziano sono, su base nazionale, un terzo, ma la percentuale sale a quasi il 43% in Liguria. Il lavoro domestico continua, peraltro, a presentare un alto tasso di nero o, quanto meno, di grigio, cosa che ha riflessi negativi su chi lavora e sui conti pubblici, ma, spesso, anche sulle stesse famiglie, le quali, da parte loro, insistono nel chiedere sostegni a carattere fiscali, immediatamente esigibili. Il tema del lavoro domestico e del ruolo degli assistenti familiari e dei caregiver è oggetto, in questi mesi, di forte attenzione del Cnel, in particolare dell’Osservatorio sui servizi sociali territoriali.