Tra tasse e bollette, governo al lavoro. A fronte di risultati record ottenuti dal contrasto all’evasione nel 2024, il governo cerca soluzioni utili sulle quali al momento nella maggioranza non c’è accordo

Sul piano fiscale, due grandi risultati per l’Italia. Il primo, notizia di ieri, l’esito del contrasto all’evasione fiscale: nel 2024 è stata raggiunta la cifra record di 33,4 miliardi di euro, pari a 8,2 miliardi in più rispetto al 2022. Somma «mai raggiunta prima», ha commentato con orgoglio Giorgia Meloni. Nel 2024 sono state chiuse d’ufficio «quasi seimila attività», di quelle che eludono il fisco aprendo e chiudendo in breve tempo, evitando così di pagare tasse e contributi, poi riaprendo con un altro nome. Il secondo, notizia di oggi, l’accordo, grazie al quale la procura di Milano ha chiesto l’archiviazione dell’indagine per il reato di omessa presentazione delle dichiarazioni annuali dei redditi prodotti nel nostro Paese, tra il fisco italiano e Google, che ha proceduto al versamento complessivo e in un’unica soluzione di 326 milioni di euro a titolo di imposte, sanzioni e interessi. Premessa importante per ulteriori interventi in materia fiscale, sui quali però non vi è identità di vedute: la Lega e, in particolare, il suo leader Matteo Salvini si stanno battendo per la rottamazione decennale delle cartelle senza interessi né sanzioni. Misura che ha incassato il sì del Mef, proprio del ministro Giorgetti, e che adesso è allo studio e, a detta del sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, intervistato da Affaritaliani.it., in arrivo «entro settimane, non mesi». Ma Forza Italia e Fratelli d’Italia sono per il taglio dell’Irpef al ceto medio con la riduzione di due punti percentuali dell’aliquota del 35% in favore dei redditi tra 28 mila e 60 mila euro. In ogni caso, il governo sta pensando a venire incontro a quel ceto medio che lo ha eletto e dal quale, secondo i sondaggi, continua a riscuotere consensi, pur con alterne vicende e percentuali. C’è, poi, attesa per il decreto sull’emergenza bollette, che richiede un intervento a livello europeo e che ha portato Giorgetti a Bruxelles. Gli eventuali interventi, per quanto possano essere corposi, rischierebbero infatti di essere vanificati in breve tempo. Infatti, come ha detto il ministro Pichetto, si ha «un’oscillazione ogni 3 giorni di 7 euro a megawattora, bisogna avere bene i fari accesi», perché la speculazione legata agli eventi di politica internazionale è sempre in agguato.