Il faccia-a-faccia arriva dopo mesi di tensione tra le toghe e il governo

Attesa per il 5 marzo. Quel giorno l’agenda del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, prevede infatti un incontro con i rappresentanti dell’Anm, l’Associazione nazionale magistrati, a palazzo Chigi. L’appuntamento, fissato alle ore 15:30, arriva dopo che a chiederlo è stato il neo presidente dell’Anm, Cesare Parodi: «Ritengo indispensabile chiedere in tempi strettissimi un incontro con il governo. Siamo un potere dello Stato, cittadini che stanno portando avanti una battaglia e credo sia legittima la nostra richiesta». A stretto giro era arrivata la risposta del premier: «Accolgo con favore la richiesta di un incontro col governo che il presidente Parodi ha già avanzato e auspico che, da subito, si possa riprendere un sano confronto sui principali temi che riguardano l’amministrazione della giustizia nella nostra nazione, nel rispetto dell’autonomia della politica e della magistratura». L’incontro a palazzo Chigi arriva in un momento storico in cui i rapporti tra le toghe e gli esponenti della maggioranza sono stati segnati da diversi scontri, su temi diversi, a partire dalle sentenze sui trattenimenti dei migranti nei centri in Albania e il caso che ha coinvolto il generale libico Nijeem Osama Almasri, senza dimenticare la riforma della Giustizia, tra i punti principali del programma di governo, mal digerita da alcuni giudici, che hanno annunciato uno sciopero contro il ddl per il 27 febbraio.