Ieri il re di Giordania in visita alla Casa Bianca
«Parte della sfida è evitare che Hamas continui a usare le reti per contrabbandare armi e usi aiuti per ricostituirsi». Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, conferma la linea dell’amministrazione rispetto al complesso quadro mediorentale. «Israele non può permettere che ciò accada. Non puoi permettere ad Hamas di usare il cessate il fuoco per recuperare forza», ha detto Rubio in un’intervista a NewsNation. Mentre Il Cairo afferma di lavorare ad un piano per la ricostruzione di Gaza che permetta comunque alla popolazione palestinese di non abbandonare l’area, potrebbe slittare la visita a Washington del presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, non ancora ufficiale, ma in un primo momento indicata come molto probabile per il 18 febbraio. L’idea di reinsediamento dei palestinesi in Egitto e in Giordania, così come previsto nel piano del presidente americano, Donald Trump, non convince la comunità araba. Lo stesso re di Giordania, Abdullah II, ha espresso perplessità, incontrando ieri Trump alla Casa Bianca, pur confermando il progetto dell’Egitto e auspicando una sintonia con l’amministrazione Usa sul dossier. «È inaccettabile per il mondo arabo che ha combattuto questa idea per 100 anni», ha affermato invece nelle scorse il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, al World Governments Summit di Dubai, ripreso dai media internazionali. Intanto la tregua tra Israele e Hamas rimane in bilico. Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha avvertito la controparte che se non saranno rilasciati «gli ostaggi entro sabato a mezzogiorno, il cessate il fuoco verrà interrotto» e l’esercito tornerà «a combattere finché Hamas non sarà definitivamente sconfitto».