Alta copertura per gli accordi sottoscritti da Cgil, Cisl, Uil e Ugl, bassa per Confsal
Arriva il periodico bollettino del Cnel sulla contrattazione collettiva nel nostro Paese. Come noto, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro ha l’incarico di curare la gestione dell’archivio nazionale della contrattazione collettiva, raccogliendo in tempo reale i nuovi contratti sottoscritti e provvedendo ad assegnare un codice alfanumerico univoco. Al 31 dicembre scorso, risultano depositati 1.037 contratti collettivi nazionali per i dipendenti del settore privato e del settore pubblico, 12 accordi collettivi nazionali per alcune tipologie di collaboratori e 37 accordi economici collettivi per varie tipologie di lavoratori autonomi. Nella seconda metà del 2024, i soli contratti collettivi del settore privato sono passati da 992 a 1.017. Nello stesso periodo, la quota di contratti scaduti è passata dal 57% al 62%; in termini di platea, la quota di dipendenti con contratto scaduto è pari al 44%. Occorre anche evidenziare, però, che oltre cento contratti sono scaduti e non rinnovati da più di dieci anni, mentre la metà dei contratti si applica ad una platea di lavoratori inferiore a 500 unità. In tal senso, Cgil, Cisl e Uil sottoscrivono circa il 21% dei contratti collettivi che si applicano a 13,3 milioni di addetti, mentre l’Ugl sottoscrive 84 contratti collettivi applicati a circa 4,8 milioni di addetti. Platea ridotte per la Confsal (524mila addetti) e per la Cisal (873mila addetti).