Il ministro Urso convoca le imprese, i sindacati e le associazioni datoriali

Il ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, torna a convocare il tavolo nazionale di confronto sull’automotive. L’appuntamento è fissato fra un mese, il 5 marzo prossimo, quando potrebbe essere anche un poco più chiara la strategia europea di risposta alle richieste arrivate da diversi governi, ad iniziare dal nostro, e alle misure già adottate o che saranno adottate dagli Stati uniti di Donald Trump. Al tavolo, oltre alle istituzioni, siederanno i rappresentanti delle aziende del settore e i sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Già all’inizio dello scorso anno, il ministero aveva avviata una intensa fase di studio e di confronto con i sindacati, le aziende e le associazioni datoriali. Era emersa, chiaramente, la volontà condivisa di provare a dare una sterzata alle politiche europee, troppo poco lungimiranti nel tutelare le produzioni nazionali. Sul banco degli imputati, la Commissione europea che, su spinta soprattutto dei Verdi e dei Socialisti, aveva approvato le nuove regole con lo stop alla produzione di auto con motore tradizionale, entro la metà del prossimo decennio. Nelle ultime ore, però, sta emergendo l’ipotesi di un allentamento dei vincoli, mentre si sta ancora dibattendo sulla questione delle multe che dovrebbero colpire le case automobilistiche in rapporto alle vendite di auto tradizionali rispetto al numero di auto con motore elettrico.