Cisl e Ugl confermano la posizione già espressa nella passata legislatura

Riprende al Senato la discussione in merito al salario minimo per legge, dopo che la Camera dei deputati a dicembre 2023 ha approvato, in prima lettura e con modifiche, la proposta avanzata dalle minoranze parlamentari, le quali, proprio per le modifiche apportate, hanno successivamente disconosciuto la paternità della stessa. La questione del salario minimo orario per legge va avanti da diverso tempo. Già nella passata legislatura, infatti, se ne era parlato, con le quattro sigle sindacali più importanti, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, tutte schierate a sostegno della contrattazione collettiva e contrarie all’introduzione di una paga oraria base per legge. Successivamente, con la nuova legislatura, Cisl e Ugl hanno confermato la posizione, mentre Cgil e Uil hanno virato sull’introduzione di un riferimento di legge. Nel frattempo, anche il Cnel, su mandato della premier Giorgia Meloni, si è pronunciato a favore della contrattazione collettiva, mentre da Bruxelles è arrivata una direttiva che chiede ai Paesi membri di attivarsi per estendere la contrattazione collettiva almeno all’80% della platea dei dipendenti o, in alternativa, introdurre una paga oraria per legge. Proprio questa direttiva, sulla quale, peraltro, pende un ricorso di alcuni Paesi membri, è stata presa a pretesto dalla minoranza parlamentare per rilanciare la questione del salario minimo per legge, ma è sempre dal Cnel che arrivano i dati sulla diffusione della contrattazione collettiva nel nostro Paese. L’Italia risulta già in linea con la direttiva europea; infatti, la contrattazione collettiva viene applicata a quasi il 97% dei lavoratori. Sono 13.858.739 i lavoratori appartenenti a oltre 1,4 milioni di aziende che applicano 201 Ccnl firmati da Cgil, Cisl e Uil, mentre la Ugl firma 84 Ccnl applicati 5.119.293 lavoratori appartenenti a circa 560mila aziende. Al momento, sono 21 i Paesi che hanno già una norma sul salario minimo, con valori molto differenziati, in quanto si va dai 332 euro Bulgaria ai 2.257 euro del Lussemburgo.