Gli italiani tornano a vedere nella Pubblica amministrazione una opportunità
In attesa di capire fino a che punto sono disponibili a spingersi Cgil e Uil con il loro atteggiamento di chiusura sui rinnovi dei contratti collettivi del pubblico impiego e, soprattutto, fino a quando il governo continuerà a trattare, naturalmente per il tramite dell’Aran, evitando di intervenire con legge per assicurare parte degli adeguamenti contrattuali, il mondo del pubblico impiego torna ad essere appetibile. Secondo una ricerca di Barometro Pa, il 70% giudica il lavoro nella pubblica amministrazione come prospettiva da non sottovalutare assolutamente, anzi in circa un terzo degli intervistati si tratta di una esperienza professionale importante. Non è un caso, quindi, che gli oltre 20mila concorsi dello scorso anno hanno raccolto, nel complesso, 1,3 milioni di domande di partecipazione. Lo stesso rapporto evidenzia la diffusa carenza di personale nelle nostre amministrazioni pubbliche. Complici le politiche restrittive avviate soprattutto con il governo Monti sul versante del turn over, negli anni si è accumulato un pesante gap rispetto ai principali Paesi europei. In Italia, ci sono 5,7 impiegati pubblici ogni 100 abitanti, mentre in Germania sono 6,1, in Spagna 7,3, in Francia 8,3. Non è un caso che Cisl e Ugl insistono, da tempo, sulla necessità di assumere personale, in particolare nei settori della pubblica amministrazione più esposti, come sanità, scuola e enti locali.