Viene introdotto un principio che richiama il cosiddetto Quoziente familiare
Il comma 10 dell’articolo 1 della legge 207/2024, la legge di bilancio 2025, per compensare le maggiori uscite legate alla riforma della tassazione sulle persone e al taglio del costo del lavoro dei lavoratori dipendenti, interviene sul sistema delle detrazioni, vale a dire su quelle spese che il contribuente può far valere per ridurre le tasse da pagare. Con la legge di bilancio, il decreto del Presidente della Repubblica 917/1986 viene integrato con l’articolo 16-ter, relativo, appunto, al riordino delle detrazioni fiscali. La nuova normativa trova applicazione per i redditi complessivi superiori a 75mila euro, mentre nulla cambia per quelli al di sotto di tale soglia. L’importo base per il calcolo della detrazione spettante è di 14mila euro con reddito complessivo superiore a 75mila euro; di 8mila euro con reddito superiore a 100mila euro. Si tratta di tetti soglia massima. La legge di bilancio prevede, però, un ulteriore meccanismo con l’adozione di una sorta di quoziente familiare. In altri termini, più la famiglia è numerosa e più aumenta la quota di spese detraibili. Si applicano, infatti, i seguenti coefficienti in rapporto al numero dei figli: dello 0,5, nessun figlio; dello 0,7, con un figlio a carico (articolo 12, comma 2, del Dpr 917/1986); dello 0,85, con due figli a carico; 1, in caso di oltre due figli a carico o almeno un figlio in condizione di disabilità. Ad esempio, un singolo o una coppia monoreddito senza figli con reddito superiore a 100mila euro, avrà diritto ad una detrazione fino a 4mila euro, mentre se il reddito è compreso fra 75mila e 100mila euro, la detrazione è fino a 7mila euro. La normativa vigente fino al 31 dicembre scorso e in vigore dal 1° gennaio 2020 fissava le soglie a 120mila euro, intero importo, e 240mila euro, soglia massima. Sono comunque escluse dal calcolo le spese sanitarie detraibili. Se la detrazione è ripartita su più anni, rilevano le rate di spesa di ciascun anno, con alcune esclusioni, come le rate dei mutui sottoscritti entro il 31 dicembre 2024.