Israele: «Primi ostaggi liberi da domenica»
L’accordo sul cessate il fuoco a Gaza e le prime liberazioni degli ostaggi entrerà in vigore domenica, dopo una serie di passaggi, tra cui l’ok del gabinetto di sicurezza israeliano e quello del governo. L’intesa tra Israele e Hamas è stata firmata nella notte, al termine di una giornata che in realtà aveva registrato ulteriori rallentamenti. Israele aveva infatti accusato il gruppo palestine di avere avanzato, all’ultimo minuto, nuove pretese. Il raggiungimento dell’obiettivo, sponsorizzato dalla comunità internazionale e dagli Stati Uniti in particolare, si articolerà in tre fasi, ma molti osservatori temono violazioni. Al riguardo, riferiscono diversi media, il premier Benjamin Netanyahu ha riferito di avere ottenuto garanzie da Washington per la ripresa della guerra in caso di problemi durante la seconda fase. I raid israeliani nella Striscia di Gaza sono proseguiti nelle ore appena prima e subito dopo l’annuncio dell’accordo (le stime provenienti da Gaza riferiscono di numerose vittime). La firma dell’intesa ha provocato qualche scossone all’interno del governo, con il ministro della Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, che ha annunciato le sue dimissioni. «Amo il primo ministro Netanyahu e mi assicurerò che continui ad essere premier, ma me ne andrò perché l’accordo firmato è disastroso», ha spiegato Ben Gvir su X. Secondo quanto riferito dai media israeliani, Haaretz su tutti, i primi ostaggi dovrebbero essere liberati alle 16 di domenica e Hamas, stando a quanto si apprende, indicherà i nomi delle persone che verranno rilasciate giorno per giorno. Altre fonti parlano di un avviso 24 ore prima del rilascio.