Entro 2040 -4 milioni di persone in età lavoro
Insieme alla bella notizia e cioè che, in Italia, si è registrato un aumento dell’occupazione del 3,5% tra dicembre 2019 e ottobre 2024, pari a oltre un milione di nuovi posti di lavoro creati, ce n’è una meno buona, secondo il Rapporto 2024 dell’Istituto nazionale per le analisi delle politiche pubbliche (Inapp) presentato oggi alla Camera: l’aumento della difficoltà di reperimento di lavoratori qualificati da parte delle imprese. Difficoltà, secondo Inapp, «imponente» e riscontrata, come anche dalle indagini Excelsior Unioncamere-ministero del Lavoro, dal 47,8% delle imprese nel 2024, «pari a +22,5 % rispetto al dato medio del 2019», ha detto il presidente Inapp, Natale Forlani. Per il futuro non va meglio: si stimano, infatti, in circa 4 milioni le persone in meno entro il 2040, oltre che per la riduzione della popolazione in età di lavoro, anche per la carenza di competenze per i profili esecutivi, le offerte di lavoro che non riscontrano le disponibilità da parte delle giovani generazioni. «L’incidenza di questi fattori negativi è destinata a crescere», ha evidenziato Forlani.
Tornando ad oggi e nonostante il milione in più di posti di lavoro tra il 2019 e il 2024, restano attuali in Italia la forte inattività (un terzo della popolazione in età lavorativa non partecipa al mercato del lavoro, con una forte concentrazione di giovani e donne) e la difficoltà nel reperire i lavoratori per il 47,8% delle imprese. Fenomeni che incidono anche sulla differenza ancora ampia tra il tasso di occupazione italiano e quello di 20 principali Paesi Ue. Da notare che circa il 70% della carenza di occupati si trova nella sanità e nell’assistenza (-1,270 milioni), nella PA e nell’istruzione.