di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale UGL

La rilevazione Istat di novembre offre un quadro ricco di spunti per interpretare lo stato attuale del mercato del lavoro in Italia. Il primo dato è quello relativo al tasso di disoccupazione, che tocca il minimo storico dall’inizio delle rilevazioni, con la cifra, mai cosi bassa, del 5,7%. Un traguardo significativo, dato che, come sottolineato dal Ministro del Lavoro Marina Calderone, la disoccupazione nel Paese è ormai strutturalmente inferiore alla media europea. Il confronto annuale con novembre 2023 mostra un incremento di 328mila occupati nonostante il lieve calo su base mensile di 13mila unità, attestandosi a 24 milioni 65mila, mentre il tasso di occupazione resta al 62,4%, trainato soprattutto dalla fascia degli over-50. Alla base di questi risultati c’è anche il rinvio dell’età pensionabile con la crescita della popolazione attiva in età avanzata, che influisce positivamente sul dato occupazionale, ma, accanto a questo fattore strutturale che rappresenta una tendenza consolidata, le politiche messe in campo finora dal governo, come la riduzione del cuneo fiscale e il rafforzamento delle politiche attive, hanno dimostrato in modo inequivocabile la loro efficacia dando origine ai numeri record confermati dall’Istat. Resta, come elemento di criticità, la specifica situazione del rapporto tra giovani e mondo del lavoro: tra gli under-35 si registrano 65mila occupati in meno e 94mila inattivi in più tra ottobre e novembre 2024. Il tasso di disoccupazione giovanile si attesta al 19,2%, in aumento di 1,4 punti percentuali rispetto al mese precedente. Bisogna, quindi, insistere su questo segmento di popolazione, attraverso gli incentivi all’occupazione giovanile e puntando su un sistema più moderno ed efficiente di reclutamento, accorciando le distanze fra i giovani in cerca di un’occupazione e le imprese alla ricerca di personale. In questo senso, l’apertura della piattaforma SIISL a cittadini e imprese rappresenta un passo significativo verso l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. È necessario continuare su questa strada, per favorire il turn-over generazionale, anche insistendo, come l’Ugl continua a ricordare, su una formazione adeguata al contesto contemporaneo ed sul rafforzamento dei redditi da lavoro, in una visione di crescita sostenibile che metta in sinergia la dignità del lavoro e il rilancio economico del Paese. I dati Istat, nel complesso, dipingono un quadro occupazionale positivo, con il tasso di disoccupazione più basso di sempre, ma nel quale ci sono ancora delle sfide da affrontare e superare. Ampliando gli incentivi all’assunzione e rafforzando le politiche attive del lavoro, possiamo contribuire a ridurre il fenomeno dell’inattività tra i giovani e sostenere il ricambio generazionale, ultimo fondamentale ostacolo da superare per un mercato del lavoro inclusivo e dinamico e per il complessivo rilancio del Paese.