L’Inps rende noti i nuovi coefficienti di trasformazione per il calcolo delle pensioni

Inflazione sicuramente più bassa rispetto all’impennata che si è registrata fra il 2021 e il 2022 e adeguamento alla speranza di vita incidono sui valori dell’assegno unico e universale per i figli a carico e dell’assegno pensionistico. Andando per ordine, l’importo dell’assegno unico si incrementa, ma veramente di poco, tanto è vero che l’importo minimo sale di appena 50 centesimi, mentre quello massimo di 1,6 euro al mese. Occorre ricordare che tali valori sono provvisori, in quanto calcolati dall’Inps sul dato non consolidato del 2024, per cui potrebbe anche esserci qualche variazione. Le famiglie che già percepiscono l’assegno non devono presentare una nuova domanda, ma aggiornare l’Isee nel più breve tempo possibile e, comunque, non oltre il 30 giugno. In caso di mancata presentazione dell’Isee, si percepisce l’ammontare minimo. Per effetto della periodica revisione dei coefficienti di trasformazione, invece, si prospetta un taglio dell’assegno pensionistico. In questo caso, fra chi è andato in pensione entro il 31 dicembre 2024 e chi andrà nel 2025 o nel 2026, a parità di altre condizioni, l’assegno pensionistico si riduce di una forbice compresa fra 1,55 e 2,18%. I coefficienti di trasformazione sono strettamente connessi alla speranza di vita per cui, tornando ad aumentare questa, si riduce proporzionalmente l’assegno percepito che, però, dovrebbe essere percepito per un periodo più lungo.