Lavrov: «Pronti a negoziati, ma tener conto di situazione sul campo»
Mentre gli Stati Uniti annunciano un nuovo pacchetto di aiuti da 2,5 miliardi di dollari per l’Ucraina, il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha sottolineato nelle ultime ore che non ci sarebbero ancora le precondizioni per mettere fine al conflitto. Oppure l’alternativa ci sarebbe, a prendere per buone le precedenti parole del ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ma Kiev dovrebbe fare diversi passi indietro. «Siamo pronti per i negoziati – ha detto Lavrov ripreso dalle agenzie russe –, ma dovrebbero essere mirati a eliminare le cause profonde della crisi ucraina e tenere conto della situazione reale sul campo. In particolare stiamo parlando della smilitarizzazione e denazificazione dell’Ucraina, assicurando il suo status di non allineato, neutrale e privo di armi nucleari, ed eliminando le minacce a lungo termine alla sicurezza della Russia provenienti dall’Occidente, inclusa l’espansione della Nato». Di recente il presidente Putin aveva accolto la piattaforma di mediazione offerta dalla Slovacchia. Il ministro della Difesa slovacco, Robert Kalinak, confermando l’impegno per un cessate il fuoco immediato, ha affermato ieri, come riportato dai media locali, che Kiev dovrebbe accettare la realtà sul campo e valutare possibili concessioni. Oggi il leader siriano Ahmed al-Jolani ha incontrato una delegazione ucraina guidata dal ministro degli Esteri, Andrii Sybiha, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa statale siriana Sana