di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale UGL
Il 2024 si chiude lasciando dietro di sé un panorama segnato da crisi politiche ed economiche di gravità senza precedenti. Dal fronte Mediorientale, con Gaza, Israele, Libano ed ora la Siria, alle turbolenze in America Latina, dall’instabilità in Estremo Oriente alla guerra che continua a scuotere l’Europa orientale, il mondo sembra ancora intrappolato in un vortice di incertezza. In Occidente, nel frattempo, continua a farsi largo con forza la volontà di cambiamento, evidente nei risultati delle numerose elezioni tenutesi quest’anno. Dall’Europa agli Stati Uniti, i cittadini hanno mandato un segnale chiaro di insoddisfazione verso lo status quo e il desiderio di una nuova direzione politica orientata a destra. In Italia, questa esigenza di svolta è stata anticipata dagli elettori, che già da qualche anno hanno scelto una nuova rotta, un percorso che nel nostro Paese sta iniziando a dare i suoi frutti, con risultati concreti, il tasso di occupazione record e molti settori produttivi che mostrano segnali di ripresa. Tuttavia, le criticità non mancano: il cambiamento deve proseguire con determinazione, affrontando i tanti problemi ancora presenti, primo fra tutti quello della sicurezza sul lavoro. Ogni vittima sul posto di lavoro rappresenta un fallimento inaccettabile per il nostro sistema. È necessario moltiplicare gli sforzi per garantire ambienti lavorativi più sicuri, intensificando i controlli, promuovendo la formazione e rafforzando le misure di prevenzione. E poi uno dei punti centrali che caratterizza questa “svolta a destra” in Occidente, anche nell’ambito del mondo del lavoro, riguarda la necessità di ripensare la transizione green, che, così come impostata finora, sta creando problemi significativi per aziende e lavoratori. Poi le grandi questioni ancora aperte, tutte ancora da definire, da quella migratoria a quella digitale, da quella energetica ed infrastrutturale a quella relativa ai rapporti commerciali tra le economie mondiali. È fondamentale adottare un approccio pragmatico, che tuteli il tessuto economico e sociale e garantisca meglio le esigenze delle classi medio-basse europee ed occidentali. In generale, occorre una revisione profonda delle politiche economiche e sociali, puntando su modelli più sostenibili. Dal punto di vista sindacale, infine, il 2024 è stato un anno di consolidamento e rinnovamento per l’Ugl: il nostro quinto Congresso confederale ha confermato da un lato la validità del percorso intrapreso, dall’altro ha saputo cogliere le spinte interne verso una maggiore partecipazione delle categorie e dei territori, segno di un sindacato sempre più radicato e vicino alle esigenze dei lavoratori, un punto di riferimento fondamentale per il mondo del lavoro italiano. Siamo pronti, con questo spirito, ad affrontare insieme tutte le sfide che ci attendono nel 2025. Buon anno!