di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale UGL

Un accordo storico per la riorganizzazione di Poste Italiane nel 2025-26, quello siglato tra l’azienda e le principali organizzazioni sindacali del settore, ovvero Slp Cisl, Confsal, Cisal e la nostra UGL Comunicazioni, sigle rappresentanti, assieme, l’80% dei lavoratori postali. Un accordo che definisce numeri importanti in termini di incremento del personale a tempo indeterminato, con un impatto significativo sull’organico aziendale, a beneficio sia dei lavoratori che degli utenti, per migliorare l’efficienza e diminuire i tempi di attesa. Ci saranno, infatti, 5.447 assunzioni nel settore recapito, 500 in quello smistamento, 1.600 nella rete commerciale, per un totale di 7.547 posti di lavoro tra assunzioni e stabilizzazioni, di cui 5.947 per postini, operatori di sportello, altri addetti e operatori per le attività di recapito e smistamento. Parallelamente, sono previste 1.171 conversioni contrattuali, 811 nel recapito e 360 nello smistamento. In totale, l’accordo porterà a 9.318 interventi occupazionali entro il 2026. Le stabilizzazioni saranno effettuate attingendo da una nuova graduatoria composta da lavoratori con almeno 12 mesi di contratto a tempo determinato nelle Poste, che vedranno trasformato il proprio contratto in tempo indeterminato. Nel settore Mercato privati, l’accordo dà il via a 1.600 assunzioni, altri complessivi 400 interventi di stabilizzazione e 200 interventi sulle sportellizzazioni. Un’importante novità, poi, la quantificazione complessiva dell’organico, suddiviso per filiali, della divisione Mercato Privati, garantendo stabilità e bloccando eventuali tentativi di riduzione progressiva del personale, e della divisione sportelleria, pari a 32mila addetti. Oggetto dell’accordo, anche le modalità di lavoro e gli aspetti organizzativi, attraverso la sperimentazione dell’orario a 5 giorni negli uffici postali delle aree metropolitane, una misura che potrebbe avere un impatto positivo sia sulla gestione del personale che sul benessere lavorativo dei dipendenti. L’azienda, infine, ha confermato la disponibilità alla proroga dello smart working e ad esaminare le indennità per i lavoratori delle Poste, rimandando la definizione dei dettagli ad un prossimo incontro. Il successo dell’accordo ha consentito di ritirare le procedure conflittuali avviate nei mesi scorsi, offrendo un esempio davvero «eclatante» del fatto che un dialogo costruttivo, in questa fase, sia premiante per i lavoratori. A margine, una nota sui sindacati non firmatari, che, non volendo sottoscrivere l’accordo alla vigilia dello sciopero, sono sembrati più interessati a preservare le proprie pregiudiziali e le proprie strategie d’azione politica piuttosto che ad ottenere risultati positivi per i dipendenti di Poste Italiane, con una scelta che non fa ben comprendere, a questo punto, quali interessi intendano portare avanti al posto di quelli dei lavoratori.