La nostra OrganizzazioneSindacale, a seguito dell’invito del commissario straordinario Vasco Errani, ha partecipato unitamente alle Organizzazioni Cgil, Cisl e Uil, all’ incontro tenutosi ieri 13 settembre c.a., presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
La delegazione dell’UGL era guidata dal Segretario generale Paolo Capone e dai Segretari confederali Favetta, Bitti e Peretti.
La convocazione da parte di Errani rappresenta un primo confronto in merito alle iniziative da inserire nel decreto che il Governo sta per varare sul terremoto, riguardanti in particolar modo il mondo del lavoro.
È sicuramente un incontro da valutare in maniera positiva visto che, dopo la prima fase di soccorso post sisma, ne segue una seconda, più complessa e frastagliata, ovvero la fase della ricostruzione.
Per “ricostruzione” non bisogna solo far riferimento agli interventi necessari a livello infrastrutturale, ma bisogna far riferimento anche a una ricostruzione sociale delle comunità distrutte dalla tragedia che si è abbattuta su di loro quel triste 24 agosto.
La ricostruzione di una comunità è costituita da pilastri essenziali che si intrecciano tra di loro in maniera inesorabile e sottovalutarne anche solo uno potrebbe determinare lo scollamento dalle origini e quindi la non ricostituzione della comunità iniziale.
In un paese come l’Italia, con un patrimonio storico diffuso sul territorio e dove praticamente ogni città e paese ha un nucleo di edifici vecchi di secoli come nel caso dei paesi colpiti dal sisma, la cosa fondamentale è sicuramente rispristinare i luoghi, le abitazioni, i monumenti storici.
Di conseguenza vanno ripristinati altri elementi fondamentali come la socialità di cui vive una comunità complessa di una città, di un paese, o di un borgo, compreso il sistema economico e lavorativo.
Proprio per questo abbiamo ritenuto determinante richiedere al Commissario Errani la concessione immediata di ammortizzatori sociali straordinari, anche con una determina d’ urgenza del governo, che anticipi il decreto terremoto. Non possiamo assolutamente tardare nell’impegno di ricostruzione e di azioni concrete, le stesse che abbiamo portato avanti nel 2009 a seguito del sisma che colpì L’Aquila.
È proprio alla luce dalle precedenti esperienze che abbiamo chiesto altresì, immediati provvedimenti sulle modalità di concessione di norme per preservare il reddito attuando un vero e proprio piano di “tutela reddito” bloccando in primis i licenziamenti che erano già in atto nelle aziende operanti nelle aree ad oggi terremotate, senza sottovalutare le partite iva “mascherate” che ormai, e forse purtroppo, sono una fetta di lavoratori, soprattutto giovani, in crescita.
Ognuna di queste proposte, che potranno avere un seguito anche grazie alla volontà di Errani, aiuteranno sicuramente a ricostruire uno di quei pilastri determinanti per la rinascita delle comunità distrutte dal terremoto, dandogli non solo prospettive a breve termine ma anche una più larga visuale per far ripartire il lavoro e l’economia. Ci auguriamo un nuovo sviluppo in questi territori massacrati dalla potenza della natura che, con la complicità dell’uomo le cui azioni spesso non hanno come fine il bene comune, ha portato distruzione e morte.