Ue, consiglio informale a Budapest all’ombra di Trump. Meloni: «Europa e Italia devono riuscire a garantirsi una maggiore indipendenza, investendo di più nella difesa»
A Budapest, oggi Consiglio europeo informale. I lavori si sono concentrati sulla competitività, anche grazie al contributo dell’ex presidente della Bce Mario Draghi, che ha presentato il suo rapporto, e alla presidente della Bce, Christine Lagarde. La bozza di dichiarazione finale è stata negoziata dagli ambasciatori degli Stati membri a Bruxelles nel corso delle ultime tre settimane. Epurata da elementi importanti come il Fondo sovrano europeo e la scadenza del 2027 per raggiungere l’Unione dell’energia, da 10 pagine è passata a 5. Il punto focale al centro del Consiglio, riguarda i finanziamenti, poiché senza questi ultimi nessuno degli impegni potrà essere realizzato. Come è scritto, infatti, nella bozza «le sfide di competitività richiederanno investimenti significativi, mobilitando finanziamenti sia pubblici che privati». Ma prima ancora dei soldi occorrono decisioni e Draghi lo ha evidenziato: «Ci sono grandi cambiamenti in vista, quello che l’Europa non può più fare è posporre le decisioni», «mi auguro che risponderemo con spirito unitario». Il premier italiano, Giorgia Meloni, ha rilanciato un tema e cioè la difesa, convinta che l’Europa e dunque anche l’Italia «debbano riuscire a garantire una maggiore indipendenza a loro stessi, anche investendo di più nella difesa». Ma «chiaramente servono gli strumenti per poterlo fare». Richiamando il nuovo Patto di stabilità e evidenziando le aperture della normativa europea sulle spese per la difesa, Meloni ha sostenuto che «va fatto molto di più e penso che sia un altro di quei dibattiti che bisognerà riaprire», «le risorse vanno individuate in qualche modo», ha concluso Meloni. Come detto, anche da Draghi, una volta deciso «i soldi poi si trovano».